Appunti Linux - Il monitor di sistema
Su Windows capita, più o meno spesso, di dover chiudere programmi o processi bloccati o divenuti instabili: nonostante abbia deciso di stare il più lontano possibile da qualunque cosa abbia a che fare con Microsoft, la mia esperienza con le ultime versioni dei sistemi operativi (7 e 10) non è stata traumatica come si legge in giro.
Sono proprio le schermate blu, i freeze di sistema, problemi con driver e software le armi brandite dagli utenti Linux/Mac per convincere gli utenti Windows a fare il grande salto: personalmente, credo di aver visto l'ultima schermata blu anni e anni fa.
Più frequenti, invece, problemi limitati a singole applicazioni: l'ultima chance, di solito funzionante, prima del riavvio, è invocare il task manager per la chiusura forzata, con la classica scorciatoia Ctrl+Alt+Esc, oppure da menu col tasto destro sulla barra delle applicazioni. Identifichiamo il processo difettoso e lo chiudiamo; quando tutto va male, resta il riavvio.
Lo strumento equivalente, nel mondo GNU/Linux, si chiama monitor di sistema; il fastidio, almeno in Linux Mint (la distro che uso, derivata da Ubuntu), è che non esiste, di default, una scorciatoia e bisogna lanciarlo da menu, quindi tasto Super e Monitor di sistema.
Tuttavia, possiamo creare manualmente una scorciatoia: sempre dal menu aperto col click o col tasto Super, cerchiamo Tastiera e nella sezione Scorciatoie troviamo Aggiungi scorciatoia personalizzata.
I valori da inserire sono:
Nome: Monitor di sistema (ma potete anche usare Task Manager o quel che vi pare)
Comando: gnome-system-monitor
Fatto ciò, potremo accedere a uno strumento analogo al Task Manager con la stessa scorciatoia di Windows.