Installazione DOSBox su Linux
Cos'è DOSbox
È un emulatore di DOS, sintetizzando: emula, nella versione base, il sistema operativo MS-DOS, Microsoft Disk Operating System, in modo da poter eseguire software specifico per quell'ambiente, che non girerebbe sui computer moderni.
Avete presente i vecchi schermi CRT di una volta, lo schermo tutto nero e C:>_ in bianco, a sinistra? Ecco, quella barriera oscura, oggi impenetrabile per l'utente abituato da decenni alle interfacce grafiche, è il DOS, in una delle sue versioni: l'ultima release autonoma è stata la 6.22, quelle successive vennero inglobate da Windows.
Cosa emuliamo col DOSBox?
I giochi, direi: lo scopo primario di questo software è permetterne, appunto, l'esecuzione su macchine moderne possedute da utilizzatori "antichi", tra i quali credo di rientrare. Difficilmente lo si utilizzerà per far girare altri tipi di software dell'epoca, se non per curiosità o studio.
Potendo emulare i giochi, invece, si può attingere a un catalogo molto ampio e ricco di perle del passato; titoli che, ancora dopo 30 anni circa, sono in grado
rivaleggiare con le produzioni recenti, in molti aspetti.
Non tecnicamente, certo: il divario tecnologico è spropositatamente ampio, ma certe narrazioni non invecchiano e certa grafica 2D/in pixel art può essere eterna.
E poi c'è la nostalgia.
Cosa serve per far girare DOSBox
Un computer qualsiasi, in linea di massima, e DOSBox in una delle sue incarnazioni.
Come spesso accade nel mondo nel mondo open source, assistiamo a modifiche del codice originale, miglioramenti e funzionalità aggiuntive, fork.
Un fork, semplificando, usando una terminologia che anche io posso capire, è la modifica di un software che ne indirizza lo sviluppo su un'altra strada, parallela o meno.
DOSBox non fa eccezione: tra i fork più importanti e attivi, DOSBox Staging e DOSBox-X.
Quest'ultima è la versione che ho installato io su una mia macchinetta Linux, per testarla prima di installarla sul PC principale (sempre con Linux). Le differenze più evidenti con la versione originale: una sorta di interfaccia grafica per le impostazioni e la possibilità di eseguire codice scritto per Windows 3.x, 9x, Me, DOS/V e NEC PC-98.
Tuttavia, dato lo scarso approfondimento di questo articolo, la versione di DOSBox è ininfluente.
Installazione
DOSBox è disponibile per Windows, Linux, Mac e DOS (sì, funziona pure all'interno di un'altra istanza DOS). Per quanto riguarda i pacchetti disponibili, fate riferimento alla documentazione ufficiale. Per le varie versioni di Windows, disponibili i vari installer e la versione portable, ovvero una cartella che contiene tutto il necessario, evitando la necessità di un'installazione.
Per Linux, invece, disponibile in versione DEB, AUR e RPM, oltre che in Flatpak, quindi indipendente dalla distro. Ho scelto Flatpak.
Ultimi ritocchi
Quale che sia la vostra scelta, una volta installato, bisognerà sistemare qualche cosuccia: DOSBox funziona già così, ma probabilmente non come vorremmo.
Intanto, le impostazioni sono salvate in un file di testo, dosbox*.conf (dosbox-x.conf per DOSBox-X): tutto quel che serve per la personalizzazione è lì.
Ho aggiunto un asterisco al nome del file perché è possibile che abbia un nome diverso, magari inclusivo della versione dell'emulatore.
La prima cosa che noterete è il layout "strano" della tastiera: è un qualche layout USA che non contempla neanche il tastierino numerico, probabilmente vorrete cambiarlo per spostarvi, innanzitutto, agevolmente tra le cartelle col classico comando dir.
Per far ciò, in DOSBox liscio possiamo aprire, appunto, quel file dosbox.conf e aggiungere, in calce, la riga keyb it 437, col comando per impostare una tastiera italiana perfettamente funzionante, col tastierino numerico e tutto.
Le versioni con le interfacce grafiche permettono di inserire questi comandi nella sezione AUTOEXEC.BAT, senza dover aprire manualmente il file, cosa che preferisco comunque.
Altra cosa da fare quanto prima, secondo me, è creare una cartella da qualche parte, per salvarvi il software che vorremo usare, e montarla come disco C:, in modo da ritrovarsi nel posto giusto, in uno pseudo disco C:, all'avvio.
Ho creato una struttura del genere:
DOS/
|-- cdrom/
|--hd/
|--floppy/
La sintassi generica, da aggiungere sempre in calce al file dosbox.conf, è mount c Cartella di destinazione, quindi esempio nel caso di Windows:
mount c C:\DOS.
In caso di installazione da Flatpak, è possibile che la cartella designata venga segnalata come non presente o non accessibile da DOSBox: ciò è dovuto alle limitazioni all'accesso del file system tipiche di questo formato.
Come risolvere? Installando Flatseal, un programma in grado di modificare singolarmente le autorizzazioni di ogni Flatpak presente sul sistema.
Usando io Linux, in conclusione, queste sono le mie righe aggiuntive:
@echo off
keyb it 437
#mount a /mnt/Archivio/dos/floppy - floppy
mount c /mnt/Archivio/dos/hd
#mount d /mnt/Archivio/dos/cdrom -t cdrom -usecd 0 -iotctl
c:
Vediamo il comando per impostare la tastiera italiana, tre righe per montare disco rigido, floppy e cd: sugli ultimi due ci devo ancora lavorare, infatti le relative righe sono commentate. Già solo montare l'unità C è sufficiente per coprire gran parte dei possibili utilizzi e, nel caso vogliate proprio montare immagini di floppy e cd nella maniera più sicura, potete farlo graficamente dal menu di DOSbox-X.
@echo off serve a nascondere parte dei messaggi a video.
L'ultimo comando, c:, entra direttamente nella cartella appropriata alla fine dell'avvio.
TLDR
Installate DOSBox, la versione che più vi aggrada, come vi pare; fatto ciò, trovate e aprite il file dal nome simile a dosbox.conf e aggiungete in calce le seguenti righe, sostituendo Percorso\hd col percorso della cartella che volete usare come disco virtuale:
@echo off
keyb it 437
mount c Percorso\hd
c:
Conclusioni
Questa è giusto un'infarinatura sulla configurazione, i parametri modificabili sono tanti e in grado di modificare pesantemente l'emulazione. Non mi ci addentro perché non sono adeguatamente ferrato da poterlo fare in maniera soddisfacente e, in ogni caso, quando si parla di emulazione, spesso è più divertente configurare il giocattolo che farlo effettivamente funzionare.
Nel caso sia scoccata in voi la scintilla della curiosità, vi consiglio di partire dalla Wiki di DOSbox e dai video sull'argomento del canale Youtube PhilsComputerLab